Red de Solidaridad Popular: La Guida Partecipativa

Quaderno Metodologico 2:

GUIDA PARTECIPATIVA
Come facilitare la Red de Solidaridad Popular?

  

[1] Che cos’è la Red de Solidaridad Popular?

E’ uno strumento di resistenza e di lotta contro le politiche neoliberiste che stanno portando alla povertà ed la mancanza di opportunità le classi lavoratrici e popolari.

Attraverso la creazione di reti di solidarietà e di auto-organizzazione popolare, si daranno risposte ai bisogni più urgenti di molte persone nei quartieri delle nostre città e paesi, ed allo stesso tempo si costruiranno alternative che superino l’attuale sistema politico ed economico.

Anche se la Red de Solidaridad Popular si configura come una rete di iniziative sociali create per fornire una risposta urgente all’emergenza sociale di centinaia di migliaia di persone, il suo scopo ultimo è la trasformazione sociale da una prospettiva nettamente di sinistra e alternativa all’attuale sistema capitalista.

Per la RSP per la teoria è importante quanto la pratica , è prassi che determina se siamo davvero di fronte a un processo credibile di trasformazione sociale coerente con le nostre idee, con un potenziale reale di cambiamento della realtà.

Lottiamo per la giustizia sociale e la democrazia partecipativa, che è il motivo per cui la partecipazione è l’elemento centrale della nostra pratica sociale e politica e l’applicazione di metodologie partecipative costituisce la nostra identità.

Se non avete ancora letto il Quaderno Metodologico #1: Cos’è e come funziona la Red de Solidaridad Popular è necessario leggerlo prima di procedere, in modo da capire che qual’è la filosofia della RSP e qual’è il loro modo di lavorare. Se non lo fate, probabilmente non riuscirete a capire bene le questioni chiave di questa guida, come per esempio il ruolo dei Gruppi di Azione Comunitaria (GAC).

 

[2] A chi si rivolge la Guida partecipativa?

La guida è diretta a:

  • quelli che hanno la responsabilità di promuovere la creazione e la facilitazione dei gruppi di azione comunitaria nel loro quartiere, paese o città;
  • o contribuiscono al processo di articolazione e rafforzamento della Red de solidaridad popular a livello regionale e statale. Questa guida è inteso come un orientamento metodologico per le persone che fanno parte della Red de solidaridad popular

Le persone che promuovono iniziative solidali integrate con la Red de solidaridad popular assumeranno vari compiti di facilitazione e di coordinamento delle riunioni interne ed esterne (con altre reti, organizzazioni e movimenti sociali) e, per questo motivo, devono essere formati all’uso delle metodologie partecipative qui proposte.

 

[3] Come usare questa guida?

Questa guida vuole essere un orientamento metodologico per le persone che compongono la Red de solidaridad popular.

Le indicazioni qui raccolte non devono essere interpretate come un’unica formula da seguire per avviare e far avanzare la costruzione della RSP, ma come una proposta che può essere seguita in toto o in parte, scegliendo quegli elementi che meglio si adattano ad ogni realtà concreta. L’unico scopo di questa guida è quello di fornire una serie di idee e strumenti da utilizzare in base alle esigenze dei Gruppi di azione comunitari e delle diverse iniziative integrate nella RSP.


Importante : Anche se ci riferiamo principalmente ai gruppi di azione comunitaria (livello locale), per semplificare la stesura e la comprensione di questa guida, le questioni metodologiche descritte qui sono perfettamente applicabili a tutte le persone che operano nella RSP a livello regionale e statale.


Si potrebbe dire che ci sono tre usi di questa guida, a seconda sul livello di esperienza dei membri dei Gruppi di azione comunitaria:

  • Fare da soli: le persone che fanno parte del Gruppo d’azione comunitaria hanno molta esperienza nei processi partecipativi ed una buona conoscenza della realtà concreta del territorio in cui si intende agire, sentendosi sufficientemente formati per progettare tutti gli aspetti necessari per facilitare in modo partecipativo ognuno degli spazi della RSP. Queste persone non hanno bisogno di questa guida.
  • Seguire una tabella di marcia: se le persone che compongono il Gruppo di azione comunitaria non hanno molta esperienza e si sentono più sicuri utilizzando una tabella di marcia, questa guida fornisce un percorso completo da seguire. Queste persone devono solo applicare ciascuno dei passaggi descritti qui.
  • Fare un cocktail: esiste una terza via che mescola le prime due. Le persone che compongono il Gruppo di azione comunitaria hanno idee su come a portare avanti la RSP sul suo territorio e necessitano di questa guida solo per consultare proposte e selezionare alcuni strumenti.

 

[4] Il funzionamento partecipativo della Red de solidaridad popular

Per ottenere un funzionamento partecipativo del RSP è necessario dotarsi di strumenti che facilitino ciò. Strumenti che devono essere aperti, diversi, pluralisti, partecipativi e pratici. A nulla serviranno strumenti che non consentano la partecipazione di tutti i membri della rete e non si materializzino in azioni di solidarietà concrete. 

Lo strumento di base per la realizzazione di iniziative congiunte della RSP è il Gruppo d’azione comunitario. Il GAC consentirà la creazione di spazi di incontro per la la partecipazione, la riflessione collettiva e lo sviluppo di proposte congiunte tra movimenti sociali, organizzazioni, gruppi e cittadini a titolo personale.

L’essenza del GAC è la diversità e la partecipazione, pertanto:

  • gli spazi dovrebbero essere aperti a tutti quegli individui e gruppi che vogliono e integrarsi in essi;
  • essi dovrebbero incoraggiare la partecipazione attiva di tutti gli individui e gruppi che si integrano al loro interno, perché sarà fondamentale per creare una struttura ed utilizzare metodologie che la rendano possibile.

Per sviluppare entrambi gli aspetti è necessario rispondere alle seguenti domande:

  • Chi vogliamo coinvolgere?
  • Quali sono i risultati attesi?
  • Come faremo a incoraggiare la partecipazione nei Gruppi di Azione Comunitaria?

 

[4.1] Chi vogliamo coinvolgere?

La Red de solidaridad popular lavora con tutte quelle persone, associazioni e movimenti sociali che stanno attuando progetti e iniziative comuni contro la crisi, per questo motivo, i Gruppi di azione comunitaria devono cercare di coinvolgerli ed interagire con loro. 

Non si possono mettere limiti ideologici alla partecipazione ai Gruppi di azione comunitaria, tutti coloro che dichiarano la loro intenzione di partecipare a un GAC hanno il diritto di farlo.

Per quanto riguarda il rapporto con l’ambiente circostante, i Gruppi di azione comunitaria saranno integrati nel tessuto sociale di ogni quartiere e coordinati con i diversi attori per rilevare le situazioni di emergenza sociale da coprire, per rafforzare le iniziative di solidarietà esistenti e per coordinare i processi comuni di resistenza sociale e politica.

Chi vogliamo coinvolgere e con chi vogliamo coinvolgerci?

  • 15M,
  • PAH,
  • MAREAS (verde, bianca, arancio, ecc),
  • A.m.p.a.s
  • Associazioni di quartiere,
  • Ong e associazioni di azione sociale e di solidarietà,
  • Insegnanti di scuola primaria e secondaria,
  • Chiese,
  • Personale medico dei centri sanitari,
  • Organizzazioni ambientaliste,
  • Sindacati di classe,
  • Organizzazioni femministe,
  • Servizi sociali pubblici,
  • Gruppi e assemblee locali dei partiti politici di sinistra, e tutte quelle reti e movimenti sociali che stanno promuovendo iniziative e azioni di solidarietà. 

I Gruppi di azione comunitaria non cercheranno di guidare i processi di articolazione dei movimenti sociali e la costruzione del potere popolare. Saranno piuttosto un attore che contribuirà a facilitare questo coordinamento, fornendo loro le proprie risorse umane e materiali. Solo nei casi in cui la debolezza del tessuto sociale lo richieda, e per consenso dello stesso, i Gruppi di azione comunitaria assumeranno la guida e la facilitazione del processo.

[4.2] Quali sono i risultati attesi?

Ci sono due principali risultati attesi dai processi guidati dai Gruppi di azione comunitari a livello locale:

  • dare risposta immediata ai problemi sociali ed alle situazioni di emergenza sociale causata dalla crisi,
  • contribuire alla costruzione di alternative che superino il neoliberismo, fondate sulla giustizia sociale e la democrazia partecipativa.Ci saranno due livelli di articolazione dei Gruppi di azione comunitaria:

Le iniziative avviate dai GAC ​​dovrebbero cercare di raggiungere entrambi i risultati, senza perdere di vista che le loro azioni dovrebbero contribuire a generare una nuova consapevolezza sociale e politica egemonica attraverso alleanze congiunte con altri movimenti sociali ed organizzazioni.

  • Interno: una articolazione dei gruppi di azione comunitari che permetta la creazione di spazi di coordinamento regionale e statale della Red de Solidaridad Popular.
  • Esterno: il consolidamento di partnership con altre organizzazioni, movimenti e reti sociali. Per favorire la partecipazione di tutte le persone nei gruppi di azione comunitaria è necessario dotarsi di una struttura per incanalare e organizzare la partecipazione, così come una base metodologica che la renda possibile.

In tutte le aree di pianificazione e di coordinamento interno così come negli spazi di articolazione con altri movimenti sociali ed organizzazioni, si promuoveranno approcci partecipativi per incoraggiare il dibattito e il processo decisionale.

[4.3] Come promuovere e facilitare la realizzazione dei Gruppi di Azione Comunitaria?

Per favorire la partecipazione di tutte le persone ai Gruppi di azione comunitaria è importante dotarsi di una struttura che canalizzi ed organizzi la partecipazione, cosi come di una base metodologica che la renda possibile.

In aggiunta affinchè i GAC abbiano una funzione pratica, al di là l’incontro e la discussione, deve essere fornita una tabella di marcia in modo da progredire dalla conoscenza della realtà e delle diverse problematiche sociali del territorio, fino alla realizzazione di azioni solidali di mutuo appoggio e autoorganizzazione sociale.


Tabella di marcia proposta (1)

  1. Costituzione di un gruppo motore per guidare il processo e la successiva creazione del Gruppo di azione comunitario (composta da persone e attori del territorio).
  2. Realizzazione di una mappatura delle organizzazioni, dei movimenti sociali e delle iniziative sociali che si sviluppano nel territorio.
  3. Elaborazione di una valutazione partecipativa che integri la visione di tutte le persone, delle organizzazioni e dei movimenti sociali, individuando i principali problemi, i bisogni e i centri di interesse.
  4. Prioritizzazione delle problematiche a cui dare risposta e disegno delle iniziative e dei progetti che serviranno a questo scopo.
  5. Creazione di un Gruppo d’azione comunitario come strumento per attuare le iniziative e progetti disegnati.
  6. Partecipazione attiva del Gruppo di azione comunitaria negli spazi di coordinamento delle organizzazioni sociali e dei movimenti del territorio.

Per avanzare in tutte le fasi di realizzazione della Red de Solidaridad Popular su un territorio è necessario per avere un gruppo promotore che incoraggi la partecipazione, disegni le strategie e coordini le azioni da sviluppare. Questo è il ruolo svolto dal Gruppo di azione comunitario.

Successivamente, saranno creati dei Gruppi di lavoro che consentano una più profonda comprensione dei problemi sociali specifici ed il modo di rispondere ad essi, o che soddisfino le esigenze logistiche, di comunicazione e di coordinamento.

Per assicurare un clima favorevole per una discussione aperta in incontri organizzati dal GAC e l’uso di metodologie che facilitino la partecipazione di tutte le persone, è necessario la figura di un facilitatore o facilitatrice .

E ‘essenziale per preservare la memoria del GAC, vale a dire, redigere documenti che riflettono il frutto delle discussioni, degli accordi e degli incontri di lavoro. A tal fine, bisognerà dotarsi di un relatore o relatrice .

Infine, a volte è appropriato invitare a partecipare alle riunioni organizzate dal GAC i referenti delle materie da affrontare.

[4.3.1] Il Gruppo di Azione Comunitaria

 Il Gruppo d’azione comunitario avrà il compito di promuovere la costituzione della Red de Solidaridad Popular nel suo territorio e sviluppare il processo descritto nella tabella di marcia. Il GAC dinamizzerà, eseguirà e coordinerà tutte le attività da svolgere.

Il GAC sarà composto da quelle persone interessate a realizzare la Red de Solidaridad Popular in un determinato territorio. Pertanto, sarà composto da attivisti e vicini coinvolti e informati sui problemi sociali da affrontare, e anche direttamente colpiti dalle conseguenze delle politiche neoliberiste (sfratti, disoccupazione, privatizzazioni, povertà, repressione, ecc).

La premessa fondamentale del GAC è che deve integrare come partecipanti attivi i destinatari delle azioni di solidarietà (dispense di solidarietà, libretti bancari, orientamento legale, banche del tempo, assistenza sanitaria, ecc.) Non si dovrebbe mai perdere di vista che questo è un progetto solidale di mutuo aiuto tra pari, che persegue l’empowerment delle persone attraverso l’auto-organizzazione collettiva, e non l’assistenzialismo e la carità.

Il GAC deve essere aperto alla partecipazione di tutte le persone che vogliono a farne parte , gli unici requisiti da rispettare sono:

  • impegnarsi per gli obiettivi su cui nasce il GAC e per le esigenze emergenti dal processo di costruzione e consolidamento della Red de Solidaridad Popular;
  • adempiere all’esecuzione dei compiti che si assumono. 

Così come l’ingresso del GAC deve essere aperto, anche l’uscita. La disponibilità di tempo delle persone e la loro motivazione è variabile, se qualcuno non può o non vuole più far parte di un GAC non deve sentirsi obbligato a continuare. Con la buona salute del gruppo e degli individui, e per mantenere un clima di responsabilità e di fiducia, è auspicabile che le persone che si trovano in questa situazione possano lasciare temporaneamente o permanentemente il gruppo con totale libertà.


Diversi livelli di coinvolgimento

L’esistenza di spazi diversi di partecipazione come le assemblee del GAC o i gruppi di lavoro, rende possibili diversi livelli di coinvolgimento per tutti.

In ogni momento dobbiamo fare in modo che le persone possano muoversi liberamente, in base alla loro disponibilità e interessi personali, tra i diversi livelli di coinvolgimento.

Per le dinamiche e l’ampiezza dei processi avviati dalla Red de Solidaridad Popular, l’inserimento di nuove persone sarà sicuramente un fenomeno costante nel tempo.

È auspicabile che queste persone si sentano benvenute, entrino velocemente in sintonia con le dinamiche della RSP e si familiarizzino con tutto il lavoro precedente, in modo che non si sentano escluse e possano sentirsi alla pari quando si tratta di partecipare attivamente. 

Come per facilitare l’inserimento di nuove persone nel GAC?

A causa della dinamica e dell’ampiezza dei processi messi in atto dalla Red de Solidaridad Popular, l’inserimento di nuove persone sarà sicuramente un fenomeno continuo nel tempo. È importante che queste persone si sentano benvenute, si integrino rapidamente con le dinamiche della RSP e acquisiscano familiarità con tutto il lavoro precedente, in modo che non si sentano escluse e siano su un piano di parità quando partecipano attivamente. 

E’ compito del GAC accogliere queste persone e facilitare il loro inserimento nella RSP, dedicando il proprio spazio, al di fuori delle riunioni, per spiegare tutto quello che c’è da sapere per entrare in contatto con le dinamiche della RSP e risolvere i dubbi che potrebbero avere. Sarebbe opportuno nominare un responsabile per l’accoglienza dei nuovi membri.


Le funzioni del Gruppo di azione comunitaria sono le seguenti:

  • Promuovere la costituzione della Red de Solidaridad Popular nel territorio
  • Individuare i problemi ed i conflitti sociali e gli individui e gruppi impegnati nella trasformazione di quella realtà concreta.
  • Integrare la RSP nel tessuto sociale del territorio, come un ulteriore attore
  • Convocare le riunioni della RSP nel territorio
  • Preparare le riunioni della RSP:
  1. Preparare l’ordine del giorno
  2. Disegnare il formato della riunione
  3. Utilizzare la metodologia partecipativa
  4. Preparare le informazioni ed i materiali necessari
  5. Soddisfare le esigenze tecniche della riunione
  • Monitorare l’evoluzione degli accordi della RSP.
  • Coordinare i compiti necessari a garantire l’attuazione degli accordi e delle azioni solidali
  • Valutare l’evoluzione del processo
  • Promuovere l’attuazione di iniziative congiunte di solidarietà con altri movimenti sociali ed organizzazioni che condividono visione e valori simili a quelli della RSP e promuovere l’unità di azione nelle varie lotte sociali del territorio.
  • Incoraggiare l’articolazione della RSP a livello locale, regionale e statale, e partecipare attivamente alla sua rafforzamento.

 

[4.3.2] I Gruppi di lavoro

Nel quadro della RSP possono essere costituite Commissioni o Gruppi di lavoro, ad eccezione del GAC, per eseguire compiti specifici relativi ad alcuni aspetti di interesse per il territorio e che si vuole approfondire, o per garantire l’esecuzione di una certa azione concreta. Vale a dire: 

  • Aumentare il livello di consapevolezza di un problema sociale e mettere in atto un progetto di intervento che risponda ad esso.
  • Organizzare un’attività o un atto approvato dal GAC.
  • Organizzare una azione di denuncia o mobilitazione sociale
  • Organizzare servizi trasversali: logistica, comunicazione, etc.
  • Altro …

I gruppi di lavoro saranno coordinati dalle persone delegate dal GAC, e saranno aperti all’incorporazione di più persone interessate al loro oggetto e ritenute utili per svolgere i compiti richiesti.

I gGruppi di lavoro si coordineranno con il GAC in modo che possa monitorare correttamente lo stato di avanzamento dei lavori ed essere a conoscenza di possibili incidenti, assistendo nella sua risoluzione.

 

[4.3.3] Relatori e relatrici

Come già accennato, è importante conservare la memoria della RSP, ovvero conservare una registrazione documentata dei principali dibattiti e degli accordi presi negli incontri organizzati dalla RSP. Pertanto, in ogni riunione del GAC, dei gruppi di lavoro o coordinamento con altri movimenti sociali, almeno una persona deve essere designata per scrivere un verbale della sessione.

I verbali sono fondamentali per facilitare una visione condivisa della RSP (almeno per unificare la percezione che ogni persona è in grado di trarre da ciò che è accaduto nelle riunioni ed evitare errori di interpretazione) e di monitorare in modo adeguato il grado di rispetto degli accordi raggiunto.

Sebbene le persone che fungono da relatori in ciascuna riunione non debbano essere membri del GAC, saranno responsabili della centralizzazione di tutti i verbali relativi alla RSP nel loro territorio.

Sarebbe conveniente nominare una persona responsabile per l’archiviazione e l’agevolazione dell’accesso a tutte queste informazioni all’interno del GAC, una sorta di segreteria.

[4.3.4] Facilitatori e facilitatrici

I facilitatori e le facilitatrici sono la figura di cui ci doteremo per facilitare lo sviluppo delle riunioni della RSP, in modo che sia garantita la partecipazione di tutte le persone e sia promosso un clima favorevole per la riflessione ed il lavoro collettivo.

Sono una sorta di moderatori di incontri, anche se il loro ruolo non dovrebbe essere quello di protagonisti del loro sviluppo, ma piuttosto di mera facilitazione del lavoro collettivo attraverso l’utilizzo di metodologie partecipative e competenze sociali adeguate alla gestione di gruppi.

I facilitatori e le facilitatrici saranno membri del GAC, perché questo è incaricato di progettare le metodologie partecipative che saranno utilizzate in ogni riunione della RSP e avrà una visione d’insieme del processo. Il GAC designerà i facilitatori o facilitatrici che considera convenienti per lo sviluppo degli incontri organizzati dalla RSP.

Con un solo facilitatore è possibile gestire una breve riunione o laboratorio, ma se si vogliono affrontare varie questioni che richiedono l’uso di differenti tecniche partecipative o l’incontro sarà notevolmente più lungo rispetto al normale, è opportuno designare diversi o più facilitatori che operino a turno. È importante prendersi cura della prospettiva di genere nella designazione di facilitatori e facilitatrici, con l’alternanza di questa funzione tra donne e uomini.


In questa stessa guida vengono forniti consigli per potenziare gli incontri organizzati dalla RSP, nel Capitolo 5 egli strumenti di partecipazione nel Capitolo 6.

C’è anche una squadra di formatori per gruppi di azione comunitaria (compresi facilitatori e facilitatrici) che terranno seminari di formazione e offriranno consigli a coloro che ne hanno bisogno.

Per richiedere formazione o consulenza, si prega di contattare: formacion@reddesolidaridadpopular.org


 

[4.3.5] Referenti

I referenti sono quelle persone che hanno un alto livello di conoscenza dell’argomento da affrontare in una riunione e sono suscettibili di essere invitati a parteciparvi. Sia per la loro esperienza di vita o per il loro attivismo sociale, sia perché hanno dedicato buona parte del loro tempo alla ricerca del tema che ci interessa, queste persone possono essere molto utili per iniziare e focalizzare la discussione nel nostro incontro.

È un modo semplice ed efficace per ampliare le nostre conoscenze su un problema o un problema. La trasmissione della conoscenza che queste persone hanno adattato ai nostri bisogni e la possibilità di averli direttamente per la riflessione e l’analisi collettiva, genera uno spazio di lavoro stimolante e incredibilmente arricchente del risultato finale che perseguiamo.

 

[5] Gli incontri della RSP: come creare un clima favorevole e favorire la partecipazione?  

Questo capitolo offre le linee guida di base per la faclitazione degli incontri organizzati dalla RSP. Offre anche una serie di indicazioni su quali atteggiamenti e abilità dovremmo usare per creare un clima favorevole e consentire a tutte le persone di partecipare attivamente.

[5.1] Come facilitare le riunioni della RSP?

Gli incontri non si conducono da soli e per essere dinamiche e utili è necessario che qualcuno le coordini bene. Questo è un elemento chiave in modo che gli incontri si svolgano senza intoppi e i partecipanti percepiscono che non stanno perdendo il loro tempo e che stanno partecipando agevolmente.

Affinché un incontro funzioni correttamente, è importante prepararlo in anticipo quanto facilitarlo mentre si svolge. Pertanto, non importa quanto sia bravo il facilitatore, se una riunione non è stata preparata con largo anticipo ed è stato progettato in dettaglio ciascuno degli aspetti da trattare,  sarà difficile che riesca bene.

 

Il coordinamento di un incontro deve tenere conto di tre fattori fondamentali:

  • Gli obiettivi perseguiti in ogni punto dell’ordine del giorno: ovvero, quale risultato o prodotto ci aspettiamo di ottenere (il processo decisionale, idee per un’attività o un progetto, le proposte per un piano d’azione, fornire idee per un documento o una campagna di protesta, l’approvazione di un budget, ecc.)
  • La progettazione della metodologia che useremo durante l’incontro per raggiungere gli obiettivi e realizzare i prodotti che speriamo di ottenere. Vale a dire: come stiamo andando a dinamizzare ogni punto dell’agenda?
  • Il coordinamento o la facilitazione del gruppo durante l’incontro per incanalare i loro contributi e guidarli verso la realizzazione del prodotto o risultato atteso.

 

[5.1.1] Come preparare in anticipo una riunione della RSP?

Questa sezione si riferisce a tutto ciò che useremo per assicurare che le nostre riunioni della RSP vadano bene, cioè che le questioni da affrontare in ogni nuova riunione possano essere risolte in modo soddisfacente.

Si tratta di una vasta gamma di compiti che devono essere svolti prima degli incontri e che vanno dalla progettazione delle tecniche partecipative da utilizzare (se lo si ritiene opportuno), alla preparazione della documentazione, al follow-up degli accordi e dei compiti precedenti, ai passi necessari per la convocazione, l’informazione per facilitare, ecc.

Alcuni aspetti chiave da tenere in considerazione nella preparazione di un incontro:

  •  La convocazione: dovrebbe essere fatta con largo anticipo e funziona bene, dato che la scarsa presenza è solitamente il risultato di uno sforzo minimo o di una cattiva scelta della data. Useremo anche altri canali per pubblicizzare la convocazione: il sito web della RSP, i social network (Facebook, Twitter), i blog delle persone coinvolte, i poster, le lettere e tutte le forme di divulgazione che ci vengono in mente. Per questo motivo, il lavoro dei relatori e dei relatori e delle persone che esercitano le funzioni del “segretariato” nei gruppi di azione comunitaria è così fondamentale da lasciare una traccia scritta degli accordi presi alle riunioni. Ma soprattutto, i compiti di monitoraggio, coordinamento e persino esecuzione da parte del GAC e dei gruppi di lavoro dei compiti e delle azioni concordati nel quadro del RSP sono essenziali.
  • Le bozze di proposte : per rendere il lavoro più fluido e operativo, il GAC può prendere proposte precedentemente preparate (documenti per il dibattito, proposte di attività, bozze di posizioni, proposte di progetti e iniziative, ecc.) Anche i gruppi di lavoro possono sollevare proposte di dibattito e approvazione.

 

[5.1.2] La progettazione dell’incontro (e la metodologia partecipativa)

La progettazione dell’incontro deve essere effettuata dal GAC, designando la persona o le persone che faciliteranno la sessione in base alla loro conoscenza della materia al lavoro e alle loro abilità sociali e metodologiche. Dovrebbe anche essere tenuto conto del fatto che sono persone che hanno la fiducia del GAC e che ne sono legittimate.

La progettazione di una riunione presuppone di rispondere a tre domande per ciascun tema da utilizzare durante la riunione:

  • Quale risultato vogliamo ottenere dall’elaborazione su questo tema?
  • Come lavoreremo sul tema?
  • Cosa deve essere preparato in anticipo per poter lavorare sul tema in discussione?

Gli elementi di una riunione sono:

• I temi : è il titolo di ogni oggetto all’ordine del giorno. Servono a guidare e fissare la struttura del gruppo in ogni momento dell’incontro.

• I risultati: cosa si otterrà dall’elaborazione di ogni tema. Indicano dove è necessario arrivare e segnano la fine di ogni punto all’ordine del giorno. Alcuni risultati che potrebbero derivare da una riunione sono i seguenti:

  • documenti elaborati
  • accordi presi
  • gruppi di lavoro formati o compiti assegnati
  • lista dei compiti da realizzare
  • lista di idee per attività e progetti (da sviluppare in gruppi di lavoro)
  • schizzi di piani (da sviluppare in gruppi di lavoro)
  • proposte contrastanti e / o approvate
  • informazioni trasferite
  • sondaggi condotti su proposte
  • messa in pratica degli accordi presi
  • altri risultati specifici

• La procedura : come lavorare sul tema per ottenere il risultato atteso. Per specificare la procedura da seguire, è necessario tenere presente quanto segue:

  • la struttura della partecipazione: ordine degli interventi e dell’esposizione, tipo di partecipazione, la divisione del gruppo più grande in più piccoli, ecc.
  • il processo decisionale: quale sistema verrà seguito per raggiungere gli accordi.
  • l’approccio da applicare per affrontare ogni problema: se incoraggiare la creatività del gruppo (sviluppo di idee) o il loro pensiero critico (valutare o migliorare un progetto), o l’operatività (specificare un piano d’azione o un progetto di solidarietà) ecc.

Per specificare la procedura da seguire possiamo utilizzare le tecniche partecipative raccolte nel capitolo 6.

• I requisiti : si riferiscono al lavoro precedente da svolgere per preparare l’incontro e per funzionare correttamente ciascuno degli argomenti (documentazione, proposte, esigenze tecniche per lo sviluppo di dinamiche partecipative, ecc.)

Una proposta di strumento da utilizzare per pianificare una riunione è il seguente modello:

Tema Risultato Procedura Requisiti
Settimana contro la Precarietà Schema del piano Inquadramento
Brainstorming
Selezione
Discussione                             Sintesi
Non ci sono
Creazione di un Gruppo di Lavoro sulla povertà nei quartieri popolari Riferimenti di approccio Presentazione della proposta                       Discussione libera               Sintesi Preparazione della proposta
Informazioni sulla partecipazione all’assemblea dei movimenti sociali di vicinato Informazioni trasmesse Esposizione di informazioni
Domande
Informazioni preparate dai partecipanti all’assemblea
Fonte: elaborazione propria a partire da un quadro di “Cembranos, Fernando y Medina, J. Ángel. Grupos Inteligentes. Teoría y práctica del trabajo en equipo. Edit. Popular (2006)”

 

Per la progettazione della metodologia partecipativa da applicare in ogni momento della riunione e la selezione delle tecniche appropriate, si terrà conto di quanto segue:

  • il momento in cui ci troviamo nel nostro piano di lavoro: mappatura dei movimenti sociali, individuazione di problemi sociali, preparazione di una diagnosi, elaborazione di proposte, pianificazione, ecc.
  • il risultato che speriamo di ottenere (concordare un piano d’azione, approvare un progetto di dispensa solidale, contrastare la diagnosi, organizzare una mobilitazione congiunta con altri movimenti sociali, ecc.).

Come orientamento per la progettazione della metodologia partecipativa degli incontri della RSP, abbiamo dedicato un intero capitolo a suggerire una serie di strumenti partecipativi che potrebbero essere utilizzati ( capitolo 6 ).

  


 Un metodo semplice per facilitare la partecipazione di tutte le persone

 Molte volte, per facilitare la partecipazione a grandi gruppi, non è necessario ricorrere a tecniche elaborate, è semplicemente sufficiente dividere il grande gruppo in altri gruppi più piccoli per discutere l’argomento della discussione.

 A questi gruppi più piccoli va lasciato un po’ di tempo per discutere, proporre o sviluppare idee, per poi raggrupparli nuovamente nel gruppo originale.  Una volta riorganizzato, un relatore di ciascun gruppo procede a presentare i risultati e le conclusioni del lavoro svolto da ciascun gruppo.

Ogni gruppo sarà costituito da un massimo di 6-7 persone, che è il numero limite per favorire la partecipazione di tutte le persone del gruppo.

Il tempo dedicato al dibattito in piccoli gruppi varia tra 6 e 30 minuti.  Se è considerato conveniente, questo tempo può essere esteso come riteniamo necessario (purché sia ​​utile).

Ad un altro livello, la creazione di gruppi di lavoro suppone anche spazi adeguati per aumentare il grado di partecipazione dei membri del RSP.


 

[5.1.3] La facilitazione durante le riunioni

Una volta che l’incontro è stato progettato e sono stati effettuati tutti i compiti richiesti per il suo corretto funzionamento, entra in gioco il ruolo del facilitatore o della facilitatrice, che sarà responsabile del coordinamento dello sviluppo dell’incontro e della creazione di condizioni favorevoli per la partecipazione delle persone, attivamente in esso.

Data l’importanza di questo profilo, abbiamo scelto di dedicare una sezione specifica (sezione successiva).

[5.2] Il profilo del facilitatore e del facilitatore: quali compiti, attitudini e abilità dovrebbero essere sviluppati?

In linea  generale, il profilo di un facilitatore deve essere quello di una persona con un atteggiamento di rispetto per le opinioni altrui, che favorisce e promuove la partecipazione, che possiede capacità per evitare situazioni delicate e facilitare gli accordi (quando possibile) e sapere come gestire i conflitti che potrebbero verificarsi durante una riunione.

Non allarmarti per le caratteristiche descritte e non pensare che solo poche persone possano avere un ruolo simile, perché la maggior parte di noi è addestrata solo per seguire alcune linee guida di base e avere un pò di buon senso.  Come tutto, migliora con la pratica.

[5.2.1] Le attività da eseguire durante una riunione dell’RSP

I compiti che un facilitatore o facilitatrice deve svolgere nel corso di una riunione, sono i seguenti:

  • Introdurre i temi : è necessario introdurre e spiegare gli argomenti che saranno discussi, definendo chiaramente il risultato che deve uscire da ciascuno (accordi, idee, piani …)
  • Proporre le procedure : proporre il modo in cui ogni argomento sarà trattato, il modo in cui verranno prese le decisioni, come sarà organizzata la partecipazione delle persone, quando gli argomenti saranno risolti, quando fare una pausa …
  • Gestire la partecipazione : favorire e promuovere la partecipazione attiva del gruppo, a turno, parlando, invitando alla partecipazione, controllando i tempi di parola, gestendo silenzi, ecc.
  • Proporre le tecniche : a seconda degli argomenti da discutere delle esigenze del gruppo, può essere proposto l’uso di tecniche partecipative (progettate prima dell’incontro).
  • Regolare il tempo : gestire i tempi necessari per ogni argomento e risultato, assicurando che non vi siano grandi sproporzioni e controllando l’uso del tempo da parte dei partecipanti (senza eccessive rigidità).
  • Controllare le deviazioni : evitare deviazioni dalle questioni centrali da affrontare, impedire al gruppo di vagare o concentrare la sua attenzione su questioni irrilevanti rispetto all’oggetto della riunione.
  • Gestire la continuità : è necessario dare agli incontri la continuità necessaria (ciò che è stato risolto, ciò che non è stato risolto, chi si occupa di un compito, quando si tiene il prossimo incontro) in modo che gli incontri del gruppo siano un insieme e non una semplice successione di fatti indipendenti.

 

[5.2.2] Risorse per il facilitatore e la facilitatrice:  atteggiamento, comportamento e abilità

Il facilitatore o la facilitatrice deve, in ogni momento, essere rispettoso/a  delle opinioni e dei contributi di tutte le persone che partecipano all’incontro.  Allo stesso tempo, dovrebbe favorire un clima piacevole e garantire la partecipazione di tutte le persone.  Per questo devi sviluppare un atteggiamento e delle abilità appropriate.

Il facilitatore o la facilitatrice deve concentrarsi sull’utilizzo di tutti gli interventi utili e preziosi di ciascuna delle persone che partecipano alle riunioni organizzate dalla RSP.  Deve sviluppare un ascolto intelligente che gli consenta di estrarre la parte intellettuale dal discorso delle persone che intervengono in ogni momento.

Richiede un atteggiamento positivo nei confronti degli altri e un lavoro intellettuale attivo che consente di selezionare ed estrarre dall’intervento di ogni persona quei contributi interessanti e utili per costruire una proposta collettiva.

Per sviluppare l’atteggiamento descritto è necessario avere chiari i seguenti principi:

  • che il sapere è condiviso e che in tutti i cervelli ci sono informazioni rilevanti, indipendentemente da l fatto che chi parla è un militante di base, un vicino o una persona appartenente a un movimento sociale che non conosciamo.
  • Che la libera interazione tra i pensieri e i contributi di tutte le persone favorisca la creatività sociale e con essa idee di qualità superiore e con un potenziale di trasformazione più elevato.

Quando si tratta di guidare e facilitare un incontro, è utile tenere a mente alcune risorse comportamentali e competenze che ci consentono di concludere accordi e ottenere risultati concreti.  Che i partecipanti percepiscano che si stanno facendo progressi verso l’ottenimento di qualcosa di utile per tutti.  Alcune di queste risorse sono:

  • Preparare una sintesi : ogni tanto, quando lo si ritiene opportuno, le idee e i contributi pertinenti emersi durante questo periodo di lavoro congiunto devono essere presentati, riuniti e riassunti.
  • Provocare il silenzio : a volte è conveniente che la figura del facilitatore perda importanza nell’incontro in modo che altre persone decidano di parlare. Si tratta di lanciare una domanda e rimanere in silenzio fino a quando un partecipante inizia a intervenire. Prima del silenzio che abbiamo causato a noi stessi possiamo sentirci costretti a dire qualcosa … Dobbiamo solo sopportare un po’ di più di quello che il corpo ci chiede, perché lo stesso impulso verrà percepito dai partecipanti e non passerà molto tempo prima che gli interventi siano innescati .
  • Creare promemoria : consiste nel “salvare” le idee che sono sorte e che non hanno continuato a svilupparsi perché il gruppo si è concentrato su altri aspetti. Quando un gruppo esaurisce un argomento, è conveniente salvare quelle idee interessanti che sono state appena enunciate per continuare a motivare e arricchire la creatività collettiva.
  • Fare inviti ad intervenire : consiste nel rivolgersi a qualcuno del gruppo per chiedere loro di partecipare. Serve per:
    • motivare le nuove persone ad intervenire (specialmente quelli che trovano difficile entrare in una discussione),
    • interporre persone non coinvolte in una discussione sterile e quindi rompere con la dinamica negativa in cui il gruppo sta entrando,
    • ottenere il contributo di qualcuno che riteniamo appropriato per il tema su cui si sta lavorando,
    • esercitare il coordinamento dell’incontro con il facilatore o facilitatrice senza usare il turno di parola.

Gli inviti, solitamente indiretti per non interrompere il ritmo dell’incontro, devono essere fatti sulla base di qualche elemento che giustifica l’invito: o un gesto fatto da qualcuno (“volevi dire qualcosa”), o un promemoria di qualcosa precedentemente commentato da qualcuno, durante l’incontro o prima della riunione stessa (“Così e così, mi hai detto prima di qualcosa che ha a che fare con questo …”)

  • Segnalare le convergenze : un aspetto cruciale della dinamica che vogliamo generare nel gruppo e, soprattutto, la base per concordare accordi: identificare le convergenze. Consisterà nel concentrare il gruppo su quegli aspetti del dibattito su cui esistono identificazioni comuni e interessi convergenti con lo scopo di concludere accordi.

In questo modo le dinamiche del gruppo abbandoneranno le discrepanze per concentrarsi sul passaggio verso la realizzazione di accordi.  Sapere come evidenziare le convergenze è fondamentale nella gestione dell’accordo, specialmente quando sono necessarie soluzioni di consenso.

  • L’arte di chiedere : aiuta a cambiare argomento, a focalizzare il dibattito su un aspetto o ad avere qualcuno che tace. Chiedere è dirigere, in modo tale da facilitare la dinamicizzazione e il coordinamento dell’incontro. È un modo non impositiva di gestire il gruppo.
  • Ordinare o categorizzare : aiuta ad organizzare la produzione del gruppo in base a un criterio precedentemente fissato. Il criterio consentirà di raggruppare le idee e i contributi dei partecipanti di fronte alla produzione disordinata generata dai dibattiti liberi. La categorizzazione aiuta a visualizzare quali contributi sono arrivati ​​ea che punto è il dibattito.

Ci consentirà di identificare quali problemi del nostro dibattito mancano, che sono incompleti o dove è opportuno andare avanti.  La categorizzazione viene utilizzata per guidare e focalizzare i risultati della discussione, facilitare il processo decisionale o sintetizzare la produzione del gruppo.  Alcune delle classificazioni più comuni sono le seguenti:

  •  cause e soluzioni,
  • a breve, medio e lungo termine,
  • vantaggi e svantaggi,
  • punti di forza e di debolezza  (una tecnica che può essere utilizzata è lo SWOT, descritto nella casella degli strumenti)

 


 L’importanza di visualizzare contributi e accordi

 Ogni volta che è possibile, le idee e gli accordi principali che emergono da una riunione dovrebbero essere mostrati in modo visibile. Ecco perché dovremmo usare lavagne o grandi pezzi di carta (carta continua) per scrivere su di essi i  risultati che il gruppo sta generando.  Lavagne e fogli devono essere collocati in un luogo visibile per tutti i partecipanti.

 Questa semplice azione aiuta a focalizzare l’attenzione dei partecipanti ea preservare la memoria del lavoro svolto, evitando grandi dispersioni nel dibattito del gruppo.  La visualizzazione dei risultati del gruppo è particolarmente necessaria quando stiamo facendo delle categorizzazioni.  Facilita la classificazione collettiva delle diverse idee e contributi che emergono, focalizzando l’attenzione collettiva del gruppo sul compito che viene svolto ed evitando interpretazioni errate degli accordi che vengono raggiunti.


 

 [6] Cassetta degli attrezzi partecipativi

In questo capitolo proponiamo una serie di tecniche partecipative da utilizzare nel nostro lavoro per potenziare gli incontri della RSP.  Ognuno di essi è correlato a ciascuna delle fasi che la roadmap del GAC può attraversare, indicando la sua idoneità in base agli obiettivi che perseguiamo e il tempo di evoluzione della RSP in cui ci troviamo.

 Come usare questa parte della guida?  Nello stesso modo in cui usiamo una cassetta degli attrezzi. In essa manteniamo molteplici e diversi strumenti a cui ci affidiamo in base al lavoro che svolgiamo, scegliendo lo strumento che ci sarà più utile (un cacciavite, un martello, un trapano, ecc.).

Proprio come una vite richiede un cacciavite, gli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere nel nostro incontro determineranno il tipo di tecnica partecipativa che dovremmo usare.  Anche se dovrebbe essere chiarito che ogni strumento proposto qui non è chiuso o rigido, ma che sono tutti modificabili e adattabili ai nostri bisogni.

Di seguito offriamo una selezione di 6 tecniche di base.  Una vasta raccolta di tecniche sarà successivamente inserita sul sito web della RSP.

 

 [6.1] Tecnica: come avviare la RSP nel quartiere?

Momento o fase : costituzione del Gruppo di azione comunitario (che funge ancora da gruppo promotore, in quanto la RSP non è ancora stato costituita in quanto tale).

Obiettivi : progettare collettivamente i primi passi da seguire per avviare la RSP.

Descrizione : in un gruppo di lavoro (due se il GAC è ampio) si riflette collettivamente attorno a una serie di domande e si forniscono consensualmente le risposte da dare.

Le domande sono le seguenti:

  1. Chi può avviare la RSP?
  2. Chi chiameremo all’incontro costitutivo della RSP?
  3. Come faremo la convocazione della riunione?
  4. Come progetteremo la prima riunione della RSP?
  5. Quale continuità daremo al nostro lavoro dopo questo primo incontro?

 Osservazioni: è conveniente che gli accordi raggiunti su cosa rispondere a ciascuna domanda siano raccolti e chiaramente visibili su una lavagna.

 Fonte: elaborazione propria della Commissione per l’elaborazione politica e metodologica della RSP.

 

 [6.2] Tecnica: Ieri-Oggi

 Momento o fase : primi incontri della RSP.

Obiettivi : visualizzare quale tipo di RSP ci piacerebbe avere per rispondere efficacemente ai bisogni e ai problemi del quartiere.

Descrizione : è una tecnica che ci permetterà di immaginare collettivamente come vorremmo che fosse il quartiere che vogliamo costruire. Potremmo dire che è il prodotto finale che speriamo di ottenere dal nostro lavoro nel processo di trasformazione sociale del vicinato.

Si tratta di astrarsi dai problemi attuali e guardare al futuro con una visione idealistica di esso.  Successivamente atterreremo e studieremo ciò che dobbiamo fare per avvicinarci a un futuro come quello progettato.

I passi da seguire per sviluppare la tecnica sono:

  1. Delimitare l’aspetto della realtà che è destinato ad essere cambiato, da costruire o progettare.
  2. Al gruppo viene chiesto di progettarlo come vorrebbe che fosse nel futuro a medio/lungo termine.
  3. Ciascuno individua le proprie idee individuali, cercando di non limitare la propria immaginazione.
  4. Tutte le idee sono esposte, scritte su una lavagna.
  5. Si elaborano nuove idee in vista delle precedenti (per associazione, per combinazione, sviluppo, inversione, ecc.)
  6. Le idee sono classificate in base alla loro possibilità di realizzazione:
  • cosa si può fare ora,
  • cosa si può fare se determinati passi vengono presi in determinate condizioni,
  • quello che per ora non può essere raggiunto ma serve come orientamento per il lavoro collettivo.
Fonte: Elaborazione propria partendo dal libro Grupo Inteligentes. Teoría y práctica del trabajo en equipo (2006, Edit. Popular.) Autori: Fernando Cembranos y José Ángel Medina.

 

 [6.3] Tecnica: Sociogramma o Mappa sociale

Momento o fase : primi incontri della RSP e altri momenti successivi per valutare l’evoluzione delle reti sociali create attorno alla RSP.

A che serve? Il sociogramma è una rappresentazione grafica delle relazioni sociali che si svolgono in un dato momento tra diversi attori sociali e politici: aiuta a visualizzare che tipo di relazioni hanno tra loro e i diversi  posizionamenti che hanno  di fronte ad un certo problema sociale , economico, politico o ambientale.

Obiettivi :  Gli obiettivi sono:

  • Identificare e posizionare gli attori di fronte a un determinato problema o lotta sociale.
  • Descrivere come sono le relazioni tra i diversi attori sociali che affrontano questo problema.
  • Identificare quali relazioni possiamo rafforzare per provocare dinamiche trasformative.

 Descrizione : Il compito consiste nel costruire, per squadra, una mappa di relazioni in cui si possano visualizzare le relazioni tra gli attori sociali nella nostra sfera di azione. Per questo seguiremo una serie di passaggi (nella versione pdf ogni passo è dettagliato)

Per completare il sociogramma risponderemo alle seguenti domande:

  1. Quali problemi e lotte stanno avendo luogo nell’area del nostro quartiere?
  2. Quali richieste rivolgono i diversi attori alle autorità pubbliche per risolvere i problemi identificati?
  3. Quali sono i centri di interesse e le lotte aggreganti? In che misura si impegnerebbero ad agire insieme e in che modo?

 Materiali necessari : per creare il sociogramma avremo bisogno di tutto il lavoro continuo di cui pensiamo di aver bisogno. Con marcatori di colori diversi disegneremo i diversi attori e stabiliremo le connessioni tra loro.

Raccomandazioni : l’esecuzione di sociogrammi in momenti diversi del processo può essere molto utile:

  • Un sociogramma iniziale serve come una diagnosi preliminare e per identificare i diversi attori sociali e le relazioni tra loro.
  • Un sociogramma intermedio sarà utile per identificare come le relazioni stanno cambiando e in qualche modo valutare il processo di trasformazione sociale nel vicinato.
  • Un sociogramma finale, alla fine di uno stadio serve come strumento per essere consapevoli delle relazioni e degli insiemi di azioni verso cui ci stiamo dirigendo e che stiamo contribuendo a creare.
 Fonte: elaborazione propria da vari materiali dell’Osservatorio CIMAS.

 

[6.4] Tecnica: Brainstorming, tempesta delle idee

Momento o fase : primi incontri della RSP e altri momenti di lavoro di gruppo in cui è necessario incoraggiare la creatività collettiva.

Obiettivo : facilitare la creatività collettiva della RSP e sfruttare le migliori idee derivanti dalla creazione di progetti, attività, azioni, ecc.

Descrizione : è la tecnica per eccellenza del pensiero creativo in un gruppo per la sua semplicità e la forza dei suoi risultati. Consiste nello scatenare all’interno del gruppo una dinamica che facilita il libero contributo delle idee senza sottoporle a nessun tipo di valutazione o giudizio.  Un clima di espressione spontanea di idee deve essere facilitato, per quanto possa sembrare folle, al fine di sfruttare il potenziale offerto dalla libera associazione di idee tra di loro.  La logica è la seguente: un’idea ideata da una persona può causare l’emergere di nuove idee nel cervello delle altre persone del gruppo.

I passaggi per sviluppare le dinamiche di brainstorming sono i seguenti:

  1. Il soggetto da trattare è delimitato.
  2. Ai partecipanti viene chiesto di contribuire con idee senza valutarle o discuterne.
  3. Le idee sono scritte su una lavagna di fronte a tutti i partecipanti.

Quando può essere usato il brainstorming?  Ci sono diverse situazioni e momenti in cui il brainstorming può essere utilizzato, a seconda del risultato che cerchiamo:

  • esplorare il futuro della RSP o del quartiere,
  • nelle fasi iniziali della progettazione di iniziative e progetti di solidarietà
  • cercare alternative per progettare una campagna o mobilitazione sociale
  • cercare alternative per risolvere problemi e conflitti
  • Altro …

Il Brainstorming produce una lista non ordinata di idee che scriveremo su una lavagna o carta di grandi dimensioni.  Questo elenco di idee deve essere elaborato in base al risultato che speriamo di ottenere, per questo possiamo raggruppare e classificare le idee sulla base di alcuni criteri e quindi fare una selezione di quelle che sono considerate più rilevanti dal gruppo.

La classificazione delle idee può essere basata su una serie di criteri che sono stati stabiliti a priori o a posteriori del brainstorming.  Gli elementi per classificare le idee dipenderanno dagli obiettivi che perseguiamo, in modo che possano essere raggruppati in base alla loro fattibilità, in base alla capacità di metterli in movimento, in base al costo economico, in base alle loro possibilità a breve, medio e lungo termine, secondo il gruppo di lavoro responsabile della sua esecuzione, ecc.

Un utile criterio di classificazione quando non esiste una struttura precedente consiste nel raggruppare le idee in base alla loro prossimità semantica.  Questo raggruppamento dipenderà dalle questioni su cui stiamo lavorando, ma un tipo di classificazione che può verificarsi nel lavoro della RSP sarà il seguente: disoccupazione, fame, povertà, alloggio, istruzione, salute, repressione, ecc.

Se dopo la classificazione delle idee abbiamo fatto una selezione delle più rilevanti e interessanti, per approfondire il loro sviluppo  possiamo dividere il gruppo in sottogruppi di 6-7 persone per svolgere questo compito.  Ogni gruppo può lavorare su una delle idee selezionate per mostrare le possibilità e i potenziali che questa idea offre.

 Fonte: Elaborazione propria partendo dall libro Grupo Inteligentes. Teoría y práctica del trabajo en equipo (2006, Edit. Popular.) Autores: Fernando Cembranos y José Ángel Medina.

 

[6.5] Tecnica: SWOT, Analisi di debolezze, minacce, punti di forza e opportunità

Momento o fase: è una tecnica che funziona bene quando c’è un determinato percorso di lavoro all’interno del gruppo e, quindi, il gruppo ha conoscenza di se stesso e delle sue relazioni con l’ambiente. È molto appropriato per progettare strategie e pianificare azioni su un problema che abbiamo identificato e su cui vogliamo agire.

A cosa serve?  Lo SWOT è un acronimo inglese che indica i punti deboli, le minacce, i punti di forza e le opportunità e viene utilizzato per eseguire valutazioni partecipative e strategie guida e pianificare attività, azioni o piani.

 Obiettivi:

  • Identificare gli aspetti positivi e negativi riguardanti l’argomento da affrontare, se si tratta di aspetti sui quali possiamo o non possiamo influire.
  • Classificare i diversi aspetti in base a fattori interni, sui quali abbiamo influenza diretta, e fattori esterni, che sfuggono al nostro raggio di influenza.
  • Proporre strategie di azione basate sulla diagnosi fatta.

 Descrizione:  Esistono diversi modi per lavorare con una tecnica SWOT. La proponiamo, secondo la seguente sequenza di fasi:

  • a) identificazione
  • b) diagnosi
  • c) proposte

 a) identificazione

Si tratta di ottenere una rapida panoramica della realtà del problema sociale o tematico su cui vogliamo lavorare in base agli aspetti positivi e negativi, dal punto di vista della RSP come agente sociale coinvolto.

 Per ottenere una rapida panoramica verrà creata una sorta di Brainstorming, che sarà classificato nel seguente schema:

Aspetti Negativi Aspetti Positivi
A
B
C
D
a
b
c
d

Se i partecipanti alla riunione sono molto numerosi, è conveniente dividerli in gruppi più piccoli per lavorare su questa sezione del lavoro. Fino a 15 persone si può lavorare in assemblea plenaria per apportare il contributo delle idee dei partecipanti.

La durata dipenderà dal tempo necessario per esaurire la creatività del gruppo, in ogni caso non è consigliabile superare i 30 minuti.

b) diagnosi

Si tratta di analizzare tutte le informazioni raccolte nella fase precedente e classificarle secondo i criteri SWOT basati sul seguente schema:

Aspetti Negativi Aspetti Positivi
É alla nostra portata FORZA DEBOLEZZA
È fuori dalla nostra portata OPPORTUNITA’ MINACCIA

A seconda del numero di partecipanti, ci suddividerà in gruppi di lavoro di 5-9 persone (tra 30 e 45 minuti).

 c) proposte

Infine, l’obiettivo è che gli attori facciano una serie di proposte basate sulla diagnosi che hanno ottenuto.  Per la preparazione delle proposte, verrà data risposta alle seguenti domande:

Di fronte alla… Come possiamo…
DEBOLEZZA CORREGGERLA O COMPENSARLA
MINACCIA AFFRONTARLA
FORZA MANTENERLA
OPPORTUNITA’ APPROFITTARNE

Questo lavoro si realizzerà attraverso gruppi di lavoro (tra i 30 ed i 45 minuti).

Per ottimizzare i tempi e approfondire meglio ciascuno degli aspetti, i gruppi possono distribuire le categorie su cui lavorare.

Se ci fossero quattro gruppi, ognuno affronterebbe un singolo aspetto: uno toccherebbe i punti deboli, un altro i punti di forza, un terzo le minacce e l’ultimo le opportunità. Se ci fossero solo due gruppi, uno si occuperebbe degli aspetti “alla nostra portata”, delle debolezze e dei punti di forza, e l’altro lavorarerebbe sugli aspetti “fuori dalla nostra portata”, le minacce e le opportunità.

Successivamente, tutti i gruppi si riuniranno e in plenaria presenteranno i risultati del loro lavoro.

Osservazioni e raccomandazioni:

Come puoi vedere, è una tecnica che richiede tempo per almeno 3 ore in una singola riunione.

Il lavoro può anche essere distribuito in due sessioni da svolgere in giorni diversi.  In una prima sessione si possono affrontare le fasi di identificazione e diagnosi, mentre nella seconda sessione le proposte verranno elaborate. le proposte.

Fonte: elaborazione propria da vari materiali dell’Osservatorio CIMAS.

 

[6.6] Tecnica: su cosa lavoriamo?

Momento o fase : ogni volta che vogliamo dare la priorità alle proposte e svilupparle.

Obiettivo : dare priorità alle proposte e svilupparle. 

Descrizione : questo è un esercizio molto semplice di prioritizzazione e successiva pianificazione. Partendo da un dibattito aperto sulle proposte su un argomento o problema, il facilitatore fa una sintesi di tutte le proposte emerse durante la discussione del gruppo.  Subito dopo, avviene uno scambio di impressioni su quali proposte si preferisce iniziare a lavorare.  Quelle che otterranno un consenso maggiore saranno quelle su cui si lavorerà in modo più approfondito.

Per lo sviluppo delle proposte, puoi lavorare secondo la seguente matrice:

Su COSA lavoreremo?
(proposte)
COME lavoreremo?
(metodo)
Con COSA lavoreremo?
(risorse-necessarie)
Con CHI lavoreremo?
(attori implicati e da implicare)
QUANDO lavoreremo?
(calendario)
A
B
C

  


Fonti

 Per la preparazione di questa guida abbiamo basato sulle seguenti fonti:

  • Le conoscenze e le esperienze delle persone che compongono la Commissione per l’elaborazione politica e metodologica della RSP.
  • Il libro Grupos Inteligentes. Teoría y Práctica del trabajo en equipo (Editorial Popular, 2006) de Fernando Cembranos y José Ángel Medina.
  • Vari materiali prodotti dalla rete CIMAS (Osservatorio internazionale della cittadinanza e dell’ambiente sostenibile)

 

 

Traduzione: Marco Giustini

Testo originale http://www.reddesolidaridadpopular.org/red/noticias/cuaderno-metodologico-2

Copyleft: No rights reserved © 2018, Red de Solidaridad Popular

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