Red de Solidaridad Popular: Che cosa è

da RSP, 09/03/2017 –  Tradotto da Sara Merci

Introduzione: la crisi strutturale e l’austerity

Nel 2008 è scoppiata in Spagna la chiamata “crisi economica” e i successivi governi del PSOE e PP hanno realizzato le politiche di austerità.

Sono state promulgate 3 riforme del lavoro, due riforme delle pensioni, riforme del sistema educativo, una riforma del sistema sanitario, una riforma del sistema finanziario, ci sono stati licenziamenti collettivi in molte imprese, sfratti massivi negli ultimi quattro anni, aumento dei prezzi, aumento delle imposte (come l’IVA sui prodotti di prima necessità), abbassamento dei salari.

Queste politiche di austerity hanno provocato un aumento della disoccupazione e della popolazione a rischio di esclusione, perdita del potere d’acquisto, aumento dei suicidi, la precarietà come forma di vita; insomma miseria e sofferenza.

Dopo quattro anni di queste politiche non si vede un’uscita dalla situazione economica delle famiglie, né si vedono indizi di ripresa economica nel futuro prossimo.

Resistenza all’austerity

Queste politiche hanno generato un’onda di proteste cittadine, come il 15M, la Plataforma de Afectados por las Hipotecas, le maree in difesa dei servizi pubblici e tre scioperi generali. Queste proteste sono state delle ampie mobilitazioni che hanno ricevuto l’appoggio dei lavoratori/trici, manifestazioni di migliaia di persone in tutto lo stato spagnolo, ma senza aver ottenuto una risposta dal potere politico.

È evidente che stiamo vivendo una modifica del modello di stato nato dalla Costituzione del ’78, un processo costituente lanciato dall’oligarchia finanziaria che non è mai stato approvato dal popolo spagnolo. Questo cambio di modello ha lasciato in disparte la classe operaia, che non può che assistere alla propria miseria, senza poter intervenire, né essere ascoltata.

La resistenza all’austerity non sta producendo un miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori/trici, al contrario, le nuove riforme aumentano lo sfruttamento, l’accumulazione del potere in ambiti sempre più ristretti, e la perdita di soverania del popolo spagnolo. Quindi è d’obbligo chiedersi: come possiamo difenderci dagli attacchi e la perdita di diritti? È sufficiente la mobilitazione? Come affrontiamo i bisogni dei lavoratori/trici?

 

 Dalla resistenza all’autodifesa

È ovvio che le mobilitazioni non stanno risolvendo i problemi della classe operaia spagnola, al contrario, la situazione delle famiglie è sempre più grave, le loro necessità basiche non sono soddisfatte. È quindi necesario coordinare l’organizzazione di una rete di solidarità che faccia fronte al vuoto lasciato dallo Stato.

Bisogna fare un riferimento alla violenza strutturale che sopporta la classe operaia, non solo a causa della repressione degli attivisti, ma anche per la situazione di miseria delle famiglie, mentre si aggravano lo sfruttamento e l’estrazione della plusvalia da parte di una borghesia (multinazionali) che si arrichisce sempre di più.

È imprescindibile organizzare spazi di solidarietà a partire da quegli ambiti in cui la sinistra trasformatrice è attiva, degli spazi in cui possiamo soddisfare in modo collettivo le necessità della nostra classe e aumentare la capacità di organizzazione dei lavoratori/trici. Questo progetto vuole dare vita a una rete di solidarietà di classe per coprire le necessità degli …. attraverso la solidarietà e l’organizzazione collettiva. Perciò presenteremo la giustificazione teorica e metodológica in base a esperienze storiche e analizzeremo brevemente le condizioni di vita e la loro evoluzione. Poi presenteremo i programmi di solidarietà di REDSolidaria che si possono mettere in marcia in tutto lo Stato.

Contesto sociale e economico in Spagna

Giustificazione metodologica e fonti

Per un progetto di questa dimensione bisogna definire la situazione socio-economica in cui si trova la società spagnola. Useremo quindi la Encuesta de Población Activa (EPA) elaborata dall’Instituto Nacional de Estadística (INE), e l’informe sull’esclusione sociale in Spagna e il rischio di povertà, elaborato dall’Agenzia Europea contro la Povertà, che permetterà di vedere l’evoluzione di questi indicatori tra il 2009 e il 2011.

Popolazione attiva e disoccupazione in Spagna

I dati dell’EPA del quarto trimestre 2012 confermano il dramma sociale e la situazione insostenibile di milioni di persone in Spagna. Vediamo i dati più significativi:

  • La popolazione di 16 o più anni diminuisce di 87.300 persone nel quarto trimestre del 2012, il numero di nuclei familiari diminuisce di 65.800. Il saldo migratorio degli stranieri è stato negativo, così come il saldo migratorio interno. Il profilo tipo della popolazione spagnola emigrante è il gruppo d’età compresa fra i 28 e i 45 anni, e i bambini dai 2 agli 8 anni: questi dati segnalano uno spostamento di nuclei familiari all’estero, oltre all’emigrazione giovanile.

 

  • L’occupazione diminuisce di 363.300 persone nel quarto trimestre 2012, fino a un totale di 16.957.100. Il tasso di variazione trimestrale del lavoro è di -2,10%. L’occupazione si riduce di 74.500 persone nel pubblico impiego e 288 700 nel settore privato. È evidente che la distruzione di posti di lavoro non si limita solo al settore privato, ma riguarda anche quello pubblico. Il numero degli occupati/e nel settore privato è di 14.039.900, e quello del settore pubblico 2.917.200. Sia il settore pubblico che quello privato presentano variazioni annuali negative: – 6,98% nel primo caso, – 4,30% nel secondo.

 

  • I lavoratori con contratto a tempo indeterminato diminuiscono di 91.199 e quelli con con contratto temporale di 216.600; questi dati evidenziano l’impossibilità di creare posti di lavoro con l’aumento del precariato e l’utilizzo di contratti a tempo determinato o precari.
  • I disoccupati sono 5.965.400, il 26,02%. Il tasso di disoccupazione maschile è del 25,58%, quella femminile il 26,55%. Per quanto riguarda la popolazione straniera, la disoccupazione arriva al 36,53%, superiore a quella delle persone con nazionalità spagnola (24,23%).
  • Il tasso di attività è di 22.922.400, con una perdita nel 2012 di 158.700 persone. La diminuzione delle persone in attivo nel quarto trimestre del 2012 è molto intensa. Il tasso di attività è del 59,8%.
  • I nuclei familiari in cui tutti i membri attivi sono disoccupati sono 1.833.700, e sono 8.334.300 i nuclei familiari in cui tutti i membri sono in attivo, cioè nel 2012 i nuclei che hanno perso tutti i loro membri attivi sono cresciuti di 258.700, mentre quelli in cui tutti i membri sono in attivo diminuiscono di 511.700.

Questi dati sono il riflesso del dramma sociale e economico che sta portando molte famiglie a una situazione di miseria. Le riforme del lavoro e i tagli non solo non hanno migliorato la situazione, ma stanno eliminando le risorse pubbliche per affrontarla. Lo Stato non è più capace di gestire la situazione di emergenza sociale.

Evoluzione dell’indicatore del rischio di povertà e esclusione sociale in Spagna

I dati che presentiamo sono tratti da due informi della EAPN, un’agenzia europea, sono quindi dati ufficiali usati dagli stati membri dell’UE.

Per avere una visione globale dello Stato Spagnolo usiamo l’indicatore AROPE, che serve a misurare il rischio di povertà e esclusione sociale, che fa riferimento alla percentuale di popolazione che si trova a rischio; la sigla significa At Risk Of Poverty and/or Exclusión.

Questo concetto si riferisce a situazioni di vulnerabilità in cui la povertà è uno degli aspetti rilevanti; perciò non è lo stesso concetto del tasso di povertà. Quindi le persone in situazione di povertà sono incluse nell’AROPE, ma è possibile che persone contemplate nell’AROPE non siano povere.

Questo indicatore combina il reddito, le possibilità di consumo e il lavoro in base a questi fattori:

  1. Popolazione al di sotto del limite di povertà (umbral de pobreza): persone che vivono in nuclei familiari con un reddito inferiore al 60% della media del reddito nazionale equivalente.
  2. Popolazione con una ristrettezze (privazioni?) materiali severi, cioè le persone che vivono in nuclei familiari in cui non ci si può permettere quattro dei 9 item di consumo básico (come l’affito o il riscaldamento)
  3. Popolazione con una bassa intensità di lavoro nel nucleo familiare, cioè la relazione tra il numero di mesi in cui i membri del nucleo hanno lavorato, e il numero totale dei mesi in cui, in teoria, tutti i membri potrebbero lavorare.

L’indicatore definisce le persone che compiono almeno uno dei tre requisiti.

 

  • Nel 2011 l’indice della povertà e l’esclusione in Spagna è aumentato di 1,5 punti percentuali, e raggiunge il 27% della popolazione. Si tratta di un aumento di 751.071 persone che, sommate alle anteriori, danno un totale di 12.741.434 persone a rischio di povertà e esclusione. Dall’inizio della “crisi” e dell’austerity questo tasso è cresciuto esponenzialmente.

  • Tasso di povertà: con i tagli e la “crisi” questo tasso è aumentato. Nel 2009 c’erano 9.115.432 poveri e negli ultimi tre anni questa cifra è cresciuta di 1.172.000, arrivando a un totale di 10.287.527 persone povere, il 21,8 % della popolazione.

La distribuzione del tasso di povertà cambia in base all’età. Si riduce solo nella popolazione di più di 65 anni, dato alla maggiore stabilità di entrate; è molto più alto nella popolazione tra i 16 ai 29 anni, con un aumento del 6,4%.

Conclusione

In Spagna si vive una situazione di emergenza sociale; i lavoratori/trici stanno perdendo potere d’acquisto e la capacità di vivere in condizioni dignitose. Dall’inizio della crisi, lo Stato ha aggravato la situazione attraverso i tagli nei settori pubblici che potrebbero incaricarsi della popolazione in difficoltà. Perciò bisogna costruire un’organizzazione o una rete che possa colmare le carenze/supplire le deficienze dello Stato capitalista, per soddisfare i bisogni della gente.

L’organizzazione per la difesa dei lavoratori/trici è più prioritaria che mai.

 Organizzazione della Rete Solidale. Un’organizzazione per la solidarietà

La via istituzionale è arrivata al limite, la soverania è sequestrata e alle amministrazioni locali vengono imposte politiche di austerity e tagli. Bisogna lottare per la giustizia sociale e per una distribuzione equa della ricchezza.

È ora di proporre alternative concrete che permettano di raggiungere risultati reali e un miglioramento della qualità di vita delle persone. La RedSolidaria ha l’intenzione di generare queste alternative, con un nuovo modello di relazioni sociali e intercambi economici.

La solidarietà è un elemento fondamentale per comprendere le relazioni umane, perciò non proponiamo un progetto caritativo. Al contrario, parliamo di un progetto capace di generare nuovi modi di relazioni sociali e economiche, che possa fornire strumenti utili alle persone che soffrono, affinchè queste possano uscire da quella situazione in modo permanente e grazie alla cooperazione e la solidarietà.

Obiettivi

  1. Obiettivi strategici: quelli che rappresentano la base del progetto e allo stesso tempo sono a lungo termine.
  2. Organizzazione di una Rete di solidarietà in tutto lo Stato spagnolo, per soddisfare i bisogni della classe operaia impoverita e migliorare le sue condizioni di vita.
  3. Coprire l’assenza di politiche pubbliche, attraverso programmi di solidarietà e autoorganizzazione
  4. Creare strumenti economici secondo i principi dell’economia sociale.
  5. Rendere e renderci capaci, come lavoratori/trici, di fare del socialismo una prassi nel presente.

 

  1. Obiettivi concreti: a corto/medio termine
  2. Sviluppo di programmi di solidarietà in base alle necessità di ogni ambito
  3. Collaborare con i movimenti sociali e le organizzazioni che difendono un cambio, per realizzare e ampliare i programmi
  4. Coinvolgere i lavoratori che partecipano ai programmi, affinché siano responsabili degli stessi e li promuovano.
  5. Migliorare le abitudini quotidiane e garantire la soverania alimentare o la capacità di avere un’alimentazione dignitosa.
  6. Impulsare e rafforzare nuove relazioni economiche basate sull’uguaglianza e il riconoscimento del valore del lavoro; bisognerà lavorare con l’economia sociale e impulsare progetti
  7. Difesa delle vittime della repressione, mediante la difesa giuridica e la solidarietà economica

Programmi di Solidarietà

Per raggiungere questi obiettivi, i programmi di solidarietà sono lo strumento básico: ne proponiamo 4, ma non sono gli unici, né devono essere realizzati obbligatoriamente. È conveniente che ogni Grupo de Acción Comunitaria o assemblea della RSP faccia una diagnosi della situazione dei servizi pubblici, dei tagli e dei principali problema della zona, per poi proporre i programmi più adeguati.

Programma della Sovranità Alimentare

La situazione di emergenza sociale sta generando problemi alimentari nelle famiglie. Inoltre, le persone che hanno una dieta equilibrata vanno di solito alle grandi superfici: bisogna promuovere l’agricoltura biologica, affinché queste famiglie escano da questo circuito commerciale. Proponiamo queste attività:

  1. Dispensa solidale per disporre di alimenti da formire alle famiglie in difficoltà. Bisogna stabilire dei criteri per organizzare la distribuzione degli alimenti e per sapere che alimenti sono necessari.
  • Ricerca di alimenti, mediante raccolte sia nei centri commerciali che nei negozi di quartiere e a livello individuale. La diffusione è importante per far conoscere il progetto e per riuscire a coinvolgere coloro che parecipano all’organizzazione della dispensa. La richiesta di alimenti si farà in base a una dieta che spiegheremo più avanti.
  • Le necessità nutrizionali di una persona adulta sono: una media di 1.500 y 2.000 kcal/día, delle quali il 55% devono essere carboidrati, il 30% proteine, il 15% lipidi. Bisognerà preparare i cesti ogni due settimane in base a queste proporzioni.
  • Criteri per assegnare gli alimenti, per poter selezionare le persone che avranno acceso alla dispensa. In questo modo si può consegnare gli alimenti in un ordine decrescente in base alle difficoltà di ogni famiglia. Gli indicatori da tenere in conto sono:
  1. Numero di persone del nucleo familiare, persone in età lavorativa o con entrate, e persone dipendenti (minorenni o persone con più di 65 anni senza pensione)
  2. Intensità del lavoro: numero di persone in età lavorativa, chiedere informazioni sulle entrate se esistono (salario, pensione…).
  3. Situazione rispetto ai pagamenti della casa: bisognerà conoscere quanto si paga per la casa ogni anno, e se si tratta di mutuo o affitto. In questo modo possiamo sapere se una famiglia rischia di perdere la sua casa: questo item non serve quindi per sapere chi paga di più d’affitto o di mutuo.
  4. Possibilità di mangiare carne o pesce ogni due giorni. Se la risposta è negativa, si segnala la frequenza.

È importante fare un coloquio previo con le famiglie che vogliono usare la dispensa: così potremo fare meglio la selezione e allo stesso tempo spiegare il progetto.

  • Distribuzione degli alimenti: dopo il colloquio si fa la selezione delle famiglie e si stabilisce un contatto per fissare il giorno della distribuzione ogni 15 giorni.
  • Col passo del tempo si faranno altri colloqui per vedere se le necessità sono cambiate e per valutare la possibilità di derivare una famiglia ai servizi pubblici. Le persone che partecipano alla dispensa solidale dovranno partecipare anche all’organizzazione della stessa, e quindi si faranno assemblee mensili per assegnare le cose da fare.
  1. Gruppi di acquisto: questi gruppi servono a organizzare i consumatori fuori dal circuito commerciale, per comprare prodotti biologici a km zero direttamente ai produttori. Così si contribuisce a un’alimentazione sana e si potenzia la creazione di reti di economía sociale.

Programma di aiuto sanitario

Vista la situazione della sanità pubblica (tagli, prezzi più alti) bisogna unirsi alle lotte dei movimenti sociali e sindacali nell’ambito della sanità. Proponiamo due attività:

  1. Raccolta di medicine, un’attività più semplice, dato che bisogna solo stabilire un punto di raccolta. È importante che esista una richiesta di questo programma. Per la distribuzione e i criteri si possono usare le istruzioni della dispensa solidaria.
  2. Consulenze sanitarie: sempre più persone sono escluse dalla sanità pubblica, quindi il primo passo deve essere l’accompagnamento di queste persone all’asl per chiedere di farle accedere alla sanità. In certi casi non sarà possibile, perciò si potrebbe collaborare con medici o altri lavoratori dell’ambito sanitario.

Programma di difesa contro la repressione

La maggiorparte degli attivisti può ricevere multe o denunce a causa dell’attività militante. Negli ultimi anni abbiamo vissuto un aumento della repressione ed è quindi necessario organizzare la difesa giuridica e la solidarietà economica per affrontare multe e condanne. Proponiamo due attività basiche:

  1. Difesa giuridica: si organizzerà una coordinazione con avvocati dei movimenti social o che vogliano partecipare alla RSP, in modo da formare un gruppo giuridico preparato per ogni caso. Gli attivisti coinvolti nell’eventuale processo devono partecipare all’organizzazione della risposta giuridica alla repressione.
  2. Cassa di solidarietà e promozione di attività di diffusione: in questo modo si canalizzano gli apporti economici per pagare il processo e per raggiungere quest’obiettivo si organizzerano attività di diffusione dei casi di repressione.

Programma di appoggio all’educazione pubblica

Sempre più famiglie hanno difficoltà per garantire ai loro figli i materiali scolastici e addirittura dei vestiti adeguati. Perciò proponiamo un programa di appoggio in collaborazione con le associazioni dei genitori e le scuole, che cerchi di garantire queste necessità.

  1. Raccolta libri e materiali scolastici: prima di settembre si organizzerà una campagna di raccolta per iniziare la distribuzione dei materiali prima dell’inizio dell’anno scolastico. In questo caso sono importanti i contatti con le scuole per sapere se cambiano i materiali ogni anno.
  2. Raccolta di vestiti: bisogna valutare questa attività, perchè molte famiglie non dispongono dei vestiti necessari per affrontare l’inverno.
  3. Mense scolastiche: a causa dell’aumento delle tasse, molte famiglie non possono pagare la mensa dei loro figli. Si studierà la possibilità di organizzare mense di appoggio a queste famiglie, in spazi vicini alle scuole.

Bibliografía

  • Taller de Historia del PCE “Marusia”, el Socorro Rojo Internacional y si intervención en España.
  • Laura Maria Branciforte, “El Socorro Rojo Internacional. Relatos de la solidaridad”. Editorial Biblioteca Nueva.
  • Blog Laboratorio de urbanismo insurreccional, Black Panthers, Guerrilla Urbana.
  • Instituto Nacional de Estadística, Encuesta de Población activa (EPA), cuarto trimestre de 2012.
  • Juan Carlos Llano Ortiz, EAPN-ESPAÑA, impactos de la crisis 2º informe. Seguimiento del indicador de riesgo de pobreza y exclusión social en España.

Fonte:  http://reddesolidaridadpopular.org/red/content/proyecto-rsp.

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